Tag

, , , , ,

Cravatta [cra-vàt-ta] ant., tosc. corvatta, ant. crovatta s.f. (pl. –te)

Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita

Oscar Wilde

Oggi tocca ad una parola dura, che rimanda all’ambito militare. Se ne viene dal francese cravate = croato (hrvat),  perchè una striscia di tessuto annodata attorno al collo faceva parte dell’abbigliamento dei cavalieri mercenari croati di Luigi XIII indossato durante la guerra dei Trent’anni (1618-1648). I Francesi (o forse più le Francesi) se ne innamorarono.

Mi ricordo che ne I Robinson (The Cosby Show), una delle serie tv che ho amato e (ri)guardato di più nella mia vita, Cliff si lamentava di ricevere spesso come regalo per la festa del papà dai figli cravatte che non c’entravano alcunché coi suoi vestiti. Ed è così. La cravatta giace, forse da sempre, nell’immaginario come la boa di salvataggio nella tempesta che una ricorrenza crea a chi deve fare un regalo.

Enodo windsorppure, la cravatta è molto di più. Personalmente, al mattino, quando il fuori mi attrae poco, la cravatta mi mette pace, mi dà slancio. Mi piace pensare sia dovuto al fatto che, senza troppa fatica,voce cuore e pancia sono collegati. Scegliere la cravatta, scegliere quella giusta, è qualcosa di personalissimo. Un gesto il cui significato trascende il semplice orpellame. Che sia o meno, come diceva Wilde, il primo, è certo che di passo serio si tratta. O, forse, si trattava.

Giovanni Nuvoletti nel suo opuscolo Elogio della cravatta, si esprimeva così:

E allora, ancora evviva a questo cappio ribelle, effimero nodo, velleitario capestro, nappa vanagloriosa, giulebbosa fibula, femmineo lezio, albagioso arcifànfano, reliqua aristocratica, relitto borghese, rottame ottocentesco, muliebre residuato di un maschio vestire. La cravatta è morta, viva la cravatta!

Il mondo va verso il casual. Verso la comodità. Forse, un po’, verso il disincanto. Sembrano davvero distanti i tempi in cui esisteva dietro l’atto dell’abbigliarsi in genere e dell’annodare la cravatta in particolare, un rituale, come ben descrive Tomasi di Lampedusa:

Era il momento di avvolgersi attorno al collo il monumentale cravattone di raso nero. Operazione difficile, durante la quale i pensieri politici erano sospesi. Un giro, due giri, tre giri. Le grosse dita delicate componevano le pieghe, spianavano gli sbuffi, appuntavano sulla seta la testina di Medusa con gli occhi di rubino.

La cravatta ha perso gran parte dell’attrattiva e del significato sociale che aveva; non è un caso che il primo rivoluzionario cinese del Novecento, Sun Yat-sen, sia intervenuto proprio cassando giacca e cravatta. Una bella cravatta, tuttavia, ben fatta, del giusto tessuto, è un oggetto d’abbigliamento piacevolissimo da guardare, composto e che costringe a stare composti.
Racchiude il significato di eleganza maschile, pur non esaurendolo. Porta all’estremo la superiorità del bello sull’utile, e per questo oggigiorno trova sempre meno araldi. Non c’è niente di peggio di un uomo con la cravatta allargata, con un nodo approssimativo, fatta di simil-seta, mezza acrilica mezza carta pesta. La cravatta dice di un uomo molto proprio grazieal suo tessuto, allo stile e al nodo scelto, tra gli 85 possibili[1]. Windsor, Double, Simple, all’italiana, Onassis o Pratt, ognuno fa la sua scelta; certo, non siamo Lord Brummell, ma si deve difLord Brummelfidare di chi non accosta bene il tipo di camicia (e di collo) al tipo di cravatta (e di nodo). E’ come non curarsi del corteggiamento o del bacio e puntare dritti a quel sodo verso cui, in effetti, la cravatta sembra sospingere l’occhio. Ma senza il nodo giusto, si rischia di mirare storto.

Ditemi che ho sbagliato una battuta, ma non una cravatta [David Niven]

Ed è così che va tra le persone: adesso che i nodi sono visti come cappi, mentre scemano il gusto e l’eleganza, sale il disimpegno. La cravatta costringe l’uomo ad impegnarsi in una scelta, come accade nell’amore. Ed è in questo territorio, quello della scelta e non del “poter fare tutto”, che si apre l’infinita libertà dell’uomo.

[1] Se vi interessa, qui (http://uz.sns.it/~giove/files/cravatte.pdf) trovate una trattazione matematica circa l’estetica dei nodi della cravatta.

Annunci