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Dubbio [dùb-bio] s.m. (pl. -bi)

Credo ci sia sempre.

Il dubbio, dico. Credo ci sia sempre, annidato in ogni idea, immagine, pensiero, affermazione. Anche la più spontanea, anche quella gridata, scritta e riscritta, confermata, giurata, disegnata, cantata. Anche quando sembre un urlo irrinunciabile. Anche quando da dentro la parola pare eruttare con voce sola, come dire.

Anche in una smisurata preghiera. Qualcuno, dicono, ne èancora capace.

paperone e rockerduckIl dubbio è lì. Ha la faccia, mi piace pensare, di Zio Paperone quando guarda John Rockerduck, con un fiero sorriso di assiomatica supremazia. E’ vero, dice Zio Paperone, che mi potrai mettere in difficoltà; ma alla fine il cappello te lo mangerai tu.

Perchè il dubbio ha questa dalla sua parte: la certezza. Il dubbio sa di sapere, anche di essere in torto, ma non lo dà a vedere. Sembra dire: oltre questo ghigno non si va caro mio.

Ed è il dubbio che ci fa uomini. Non sono tanto d’accordo con chi dice che quando smettiamo di essere bambini perdiamo l’innocenza. No, penso che perdiamo la certezza delle cose, che sono in quanto sono. E ci meravigliavano per la loro sublime presenza.

Da grandi non possiamo che chiederci: o no?

Nessuno di noi è Cartesio, sia chiaro. Nessuno si mette più ad esercitare il dubbio metodico per sottoporre tutte le idee della ragione a vaglio critico. Tanto per le risposte c’e Wikipedia. E a nessuno (o forse pochissimi) interessa arrivare ad un certo momento a dire, come Cartesio e come Husserl: è indubbiamente certo (solo) che io dubito. Il dubbio che ci abita è diverso, non è un atteggiamento, è un essere. Che per alcuni diviene malessere.

Dice bene il filosofo indiano: Il dubbio è un prezioso unguento; / benché  bruci, / esso guarisce.

Ecco, la voglio vedere così oggi. Ci si ammala di certezze e il dubbio guarisce. Se accolto. Se invitato, come dice sempre il filofo indiano. Che, dice la sua biografia (http://www.jkrishnamurti.org/it/about-krishnamurti/biography.php), raccomandava di camminare con leggerezza su questa terra.

Che bella immagine. Per alcuni il dubbio è un rovello, una rabbia infida che tormenta e non lascia pace, che impedisce di essere grati e felici. Questa, a ben guardare, è l’invidia. E come tale, scinde, divide, disintegra. Facessimo pace con quello che eternamente siamo, riusciremmo a convivere con quelli che, alla fine della sua riflessione sul dubbio, husserl chiama i puri miracoli della vita.

Il dubbio non è mai tra due contraddittori, ma tra due contrari. Quindi, ammette una terza possibilità, che spesso copre una gamma più vasta di opzioni verso le quali volgere la propria scelta. Il dubbio è dunque la migliore delle ipotesi, perchè è la palestra della libertà e, dunque, dell’amore.

Il dubbio è un prezioso unguento

Il dubbio è un prezioso unguento;

 benché bruci,

 esso guarisce.

Io ti dico, invita il dubbio

 quando il desiderio t’incalza,

 invoca il dubbio

 quando la tua ambizione

 sorpassa gli altri in pensiero;

 risveglia il dubbio

 quando il tuo cuore esulta

 di un grande amore.

Io ti dico:

 il dubbio crea l’amore eterno,

 il dubbio purifica lo spirito

 dalla sua corruzione.

 Così la forza dei tuoi giorni

 sarà fatta di comprensione.

Per la piena vita del cuore,

 per il volo dello spirito,

 lascia che il dubbio

 laceri i tuoi legami.

Come i freschi venti montani

 destano le ombre nella valle,

 lascia che il dubbio

 inviti alla danza

 il languido amore di una mente soddisfatta.

Non lasciare che il dubbio

 si insinui oscuramente nel tuo cuore.

Io ti dico:

 il dubbio è prezioso unguento;

 benché bruci, pure guarisce.

[Jiddu Krishnamurti]

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