il blog di giampaolo simi

Giorgio Faletti al Premio Camaiore del 2003. Giorgio Faletti al Premio Camaiore del 2003.

Per quanto possa contare in questo momento, premetto due cose. La prima: ho conosciuto Giorgio Faletti alla prima edizione del Premio Camaiore e ho il bel ricordo di un uomo empatico, intuitivo e che non se la tirava tanto. La seconda: come scrittore non mi ha mai convinto appieno.
Oggi trovo assai deprimente il solito, italico dividersi in detrattori di lunga data e fanatici dell’ultima ora. Giorgio Faletti è scomparso proprio nel momento in cui il circo barnum dell’editoria italiana si autocelebrava con il Premio Strega. Mi pare una di quelle coincidenze utili a mettere in fila qualche considerazione.

L’irruzione di Giorgio Faletti nel mercato editoriale ha segnato come irreversibile la trasformazione dell’editoria italiana, anche di quella che si occupava specificatamente di romanzi, in qualcosa che ricorda la defunta industria della musica pop. Limitarsi a notare il fastidio con cui la ”casta” di…

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