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CAM00588Finché notte non ci separi

Romanzo di Eva Clesis

Lite Editions 2014 – 172 pp.

Con Finché notte non ci separi Eva Clesis ci regala un noir sapientemente costruito ad incastri spaziali e temporali, ambientando le vicende principalmente, come il titolo suggerisce, in una lunga notte barese, scura, piovosa, fredda e, in certo modo, spettrale. La storia ruota attorno ad un ristrettissimo numero di protagonisti, lasciando il resto dell’umanità sullo sfondo, quasi disinteressati ed occasionali spettatori.

Clesis ha una scrittura efficace, chirurgica, invitante. Riesce a delineare almeno un paio di bei personaggi, il Dottor Ranieri su tutti, forse anche perché è quello di cui l’autrice si permette di indagare più a fondo le dinamiche di pensiero, gli intralci emotivi, le relazioni famigliari. E’ forse l’unico personaggio vivo di una storia in cui vita e morte sembrano appiattirsi sullo stesso piano di indolente casualità.

Non è un romanzo nel quale sia messa a tema la riflessione sull’eterno scontro tra Bene e Male; né, credo, a Clesis interessasse particolarmente mostrare l’oscurità che si cela dentro ad alcuni, dietro a rassicuranti maschere sorridenti, abbronzate, ben delineate, lisce come biondi capelli e lunghi. Troppo facile voler riconoscere questo nella figura di Dante, la cui personalissima discesa nella selva oscura del dolore è poco approfondita e sviscerata per arrivare a mostrarsi come oggetto di analisi e, quindi, motivo di scrittura. Piuttosto, è la accidentalità che sembra interessare. Non già la banalità di un male che in queste pagine discende in pieno dalla lucida e premeditata responsabilità umana; quanto appunto il modo occasionale che hanno le cose di accadere e che sembrano spesso mancarsi per un attimo, un istante, un contrattempo, una deviazione opportuna della carreggiata, una buca, un inciampo, una distrazione.

Clesis ci mostra la lunghezza bergsoniana di una notte scandendo le vite dei suoi personaggi a colpi di cose che capitano a caso e che non rendono la storia razionale, né ragionevole. Questa notte barese mostra una disarmante solitudine che accomuna tutti, legati che siano da relazioni figliali, fraterne, matrimoniali, lavorative, economiche, sessuali.

Da leggere assolutamente, passando benevolmente sopra all’una unica nota stonata: i refusi nel testo.

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