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Qui si parla dell’ultima pubblicazione, uscita per Miraggi edizioni, di Paolo Agrati, classe 1974, poeta, cantante, performer di Vimercate che ho avuto la fortuna di conoscere ad Arta Terme, in occasione della premiazione del Premio internazionale di poesia Carducci in Carnia.

CAM00559Amore & psycho è il titolo.

Psycho & amore è l’ordine delle sezioni interno al volume.

Capovolto dunque, come l’immagine di copertina che ci permette di apprezzare la ben rotonda sfera della nuca di Paolo Agrati su cui poggiano gli occhiali. E’ un inno al rovesciamento o, se preferite, allo straniamento. Come a mettere in discussione il chi giustifica cosa, come a voler suggerire che c’è un punto (di rottura,  forse) per ciascuno e ciascuna cosa e che non è (quasi) mai lì dove si crede sia.

E tutto è commercio, allora, tra amore e follia perché una relazione, una comunicazione fa che il mondo accada, giorno dopo giorno, anno dopo anno, amore dopo amore, lettera dopo lettera eppure sempre in tensione e con attenzione alla trappola, che causa scivoloni, stupori, miserie. Sempre comunque con una (ri)soluzione garantita da chiuse impeccabili e, spesso, implacabili, che evitano il rischio di una provocazione sterile.

La poesia di Paolo Agrati nasce dall’osservazione quotidiana del quotidiano (il bar, il supermercato, gli stereotipi moderni, le retoriche dei media e la chiacchiera di paese), unita ad alta qualità di scrittura e condita dalla capacità musicale che si presenta come caratteristica forte dei testi Paolo Agrati, un moto e una cadenza che tengono senza cadute. Un mix portentoso che travalica i confini del libro stampato, naturalmente, e dà il meglio nelle esibizioni dal vivo, sia nei reading canonici sia nelle occasioni di poesia performativa, della quale Paolo è in Italia tra i maestri indiscussi (se vi interessa approfondire, attraverso le parole di Paolo, il tema del fenomeno “Poetry slam” in Italia dovreste guardare questo). Ed è una cosa che non stupisce: dopo averlo conosciuto ed averci parlato assieme, la sua è la voce che uno si aspetta di avere in testa, quando legge.

Eppure le poesie sanno stare nel foglio,le parole non cadono, hanno peso e consistenza. Anche laddove il testo è finalizzato a suscitare la risata, ad alzare il sipario sul comico. La qual cosa, così come la provocazione,  non sarebbe che esercizio fine a se stesso se non avesse come controcanto la qualità della parola, del significante, di spingere il lettore fuori dalla comfort zone di cui tanta, troppa, poesia si fa zelante araldo.

Paolo Agrati – Amore & psycho

Miraggi edizioni

2014, 96 p., brossura, €12,00

*

Di seguito un paio di testi che a mio avviso esemplificano quanto ho cercato di mettere in luce sopra. Se volete saperne di più, potreste leggere qui e qui.

Buona lettura.

Esere singolo

(ovvero non me ne frega niente se parli spagnolo

e non dici le doppie; io ti lascio, sola e anche senza doppie)

Alago di proseco la poza del nostro amore

che al lago mi hai abandonato al atraco.

Mi hai deto: vado a comprare le sigarete

dovevo intuire che soto c’era il truco.

Per questo adeso difido dele dopie

non riesco a cantare di copie

perché siamo tuti soli, singole note

le lune arivano quando scende la note.

                                *

Ti ho baciata per tutta la notte

per tutta la notte come se fosse

l’ultima delle notti della vita.

La notte intera scosso, tremando

per un freddo che invero non c’era.

Scoperti nudi spogliati entrambi

ciascuno dal proprio presente.

Scrollandosi assieme l’acqua di dosso

cani nel fosso alla fine di un gioco.

Ma ancora baciarti baciarti ancora

ancora una notte e una notte ancora.

Baciarti ancora per tutta la notte

per tutta la notte baciarti ancora.

Perché senza trionfo è il sogno

quando cerca il suo posto nel giorno.

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